Catalogo food packaging monouso compostabile ecosostenibile

Che cos’è il food packaging?

Il food packaging non è solamente un imballaggio. E, sì, lo sappiamo che è più trendy dire food packaging anziché imballaggi alimentari. Siamo fatti così: a volte usiamo parole inglesi senza un motivo. O forse perché lo fanno tutti, perché ci sembra meglio.

Ma al di là di come preferisci chiamarlo, c’è una cosa che dobbiamo assolutamente ricordarci quando parliamo di imballaggi di ogni genere e ancor di più di imballaggi per il cibo. Quel che ci dobbiamo ricordare è che il food packaging che scegliamo parla di noi.

Il food packaging è un canale di comunicazione

Il packaging, infatti, è un medium. Un medium fisico che sicuramente deve rispondere a tre requisiti fondamentali:

  • deve contenere
  • deve preservare
  • deve consentire di trasportare
    i prodotti.

Ma c’è qualcosa di più.

Visto che è un medium, il packaging è uno strumento straordinario per comunicare.

Lo spiegano benissimo Giovanni Brunazzi, Salvatore Parisi e Amina Pereno, tre autori di una bella ricerca che si intitola The Instrumental Role of Food Packaging.

Cosa vuol dire che il food packaging è un canale di comunicazione?

Che cosa vuol dire comunicare con gli imballaggi? Vuol dire che, a seconda del food packaging che scegli, stai comunicando qualcosa ai tuoi clienti. Stai raccontando qualcosa di te e della tua azienda, delle tue scelte, dei tuoi prodotti.

Anche se non te ne accorgi, anche non ci pensi, anche se credi che in fondo si tratti solo di un imballo alimentare e che l’importante sia il contenuto.

Quando un cliente va in giro con il food packaging che hai scelto, magari personalizzato con il tuo logo, sta facendo pubblicità al tuo brand.

Quando un cliente entra nel tuo punto vendita e scopre che hai fatto scelte green, questo ti posiziona in un certo modo, ben preciso, nel suo immaginario.

Come scegliere il food packaging?

Facciamo un esempio pratico che ci riguarda da vicino.

Se scegli prodotti compostabili, ecologici, sostenibili (come quelli del nostro catalogo, per capirci), stai comunicando ai tuoi clienti che hai a cuore l’ambiente. In altre parole, che hai a cuore proprio i tuoi clienti, al punto da fare scelte, anche quotidiane, anche piccole, che pensano non soltanto al presente ma anche e soprattutto al futuro.

In un certo senso, se scegli il food packaging compostabile, ecologico, sostenibile, stai comunicando ai tuoi clienti che fai qualcosa insieme a loro per cambiare un po’ il mondo. E loro cominceranno a sceglierti anche per questo motivo.

Che cos’è il food packaging ecologico?

Il food packaging ecologico è un imballaggio responsabile. Può essere fatto di carta, di cartone, di bagassa, di PLA. Già nel 2012, il Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia Facoltà di Design e Arti
e Unità di ricerca Nuove frontiere del design ha realizzato, per Edizioni Dativo Srl, un bellissimo libro, disponibile anche in .pdf, dal titolo Il buon packaging.

Fin dal 2015 era noto che i consumatori sono influenzati dal packaging. Come scriveva, per esempio, Lifegate

Secondo un sondaggio realizzato da Tetra Pak, azienda specializzata nel confezionamento di alimenti, più di tre quarti dei consumatori sostengono che l’imballaggio sostenibile ha un’influenza sulla bevanda che acquistano.

E ovviamente questa tendenza non riguarda soltanto il mondo del beverage, ma anche quello del food.

Nel 2019, la grande attenzione per l’ambiente è diventata volano per scelte più consapevoli rispetto a un tipo di imballaggi che abbandona la plastica monouso. Non solo per la direttiva europea, ma anche come azione concreta.

Dal 2020, grazie anche alla spinta verso istanze ambintaliste che proviene dai giovanissimi, è lecito attendersi che la tendenza continui a crescere. Per questo, qui ti proponiamo il nostro approccio sostenibile al mondo del packaging.

Packaging takeaway e packaging street food: prodotti utili, sicuri, belli, ecologici

Da quando le consegne a domicilio (ma anche il cibo che si compra e si porta a casa) e lo street food hanno conosciuto un vero e proprio boom, è diventato fondamentale anche scegliere le confezioni giuste.

I contenitori che proponi per gli alimenti, per i tuoi piatti, per le tue creazioni, per le bibite e le bevande in genere devono essere senz’altro sicuri e adatti al confezionamento dei cibi. Ma – ed è proprio questo che ti proponiamo con i prodotti di Cartaria Italiana – devono essere anche belli da vedere e sostenibili in senso ambientale ed ecologico.

Devono parlare di te non solo perché li personalizzi, ma anche perché mostrano cosa hai scelto per la tua azienda. Per fare scelte consapevoli hai bisogno di una guida. Per questo ti spieghiamo, ad esempio, che differenza c’è fra biologico e compostabile. E per questo ti mettiamo a disposizione un ampio catalogo di contenitori ecologici.

Food packaging online: come acquistare

Se hai letto fin qui, è altamente probabile che ti interessi anche acquistare online il food packaging per la tua attività.

Sappiamo che non è facile fidarsi di un acquisto online la prima volta.

Per questo motivo, non c’è soltanto il nostro e-commerce da provare. Puoi, per esempio, scaricare il nostro catalogo di prodotti di food packaging ecologico lasciandoci i tuoi dati. Puoi anche contattarci per sapere tutto quel che possiamo offrirti, via mail a info@cartariaitaliana.it e/o telefonicamente allo 023542189.

Un tavolo di un ristorante - Collezioni Horeca

HoReCa: tutto quel che devi sapere

Dal 1972 ci occupiamo di Collezioni Horeca. Ma cosa significa questo termine? 

Che cosa significa Horeca?

Horeca è un acronimo, un’abbreviazione utilizzata nell’industria dei serivzi di ristorazione. Si scrive anche tutto maiuscolo, HORECA, oppure HoReCa o ancora Ho.Re.Ca Queste ultime due grafie sono quelle più chiara rispetto al significato dell’acronimo, perché riprende le tre sillabe delle tre parole inglesi che abbrevia: Hotel, Restaurant, Café. L’ultima sillaba può anche stare per Catering. È un termine molto usato per indicare questo segmento di mercato, fra gli addetti ai lavori.

Parliamo di cibo, di ospitalità, di bevande. Se vuoi usare l’inglese perché è così che parlano tutti, food, beverage e hospitality.

Ho.Re.Ca. sui social

Forse ti stupirà scoprirlo (o forse ne fai già parte?) ma sui social ci sono molti “luoghi” virtuali dove gli operatori del settore si confrontano. Molti gruppi su Facebook, per esempio, favoriscono la conversazione sul tema.

Prodotti Ho.Re.Ca.: cosa trovi qui

Tutto quello che proponiamo nel nostro e-commerce è food packaging ecologico per il mondo Ho.Re.Ca. Cosa significa? Significa che ci trovi di tutto: dalla semplice carta antiunto alle scatole, dai contenitori uso freddo alle tazze in cartoncino compostabile.

Ecco quel che accomuna tutta la Collezione Horeca che trovi sul sito di Cartaria Italiana: l’attenzione per l’ambiente. Il nostro catalogo online, infatti, ti propone prodotto di food packaging compostabili ed ecologici.

Ciotole per minestra cartoncino compostabile avana dimensioni diverse

Materiali biodegradabili e compostabili: qual è la differenza?

Biodegradabile e compostabile non sono sinonimi, anche se spesso sono trattati come tali. Nel mare magnum dei materiali ecologici c’è spesso confusione a riguardo, soprattutto in termini di smaltimento. Cosa buttare dove? Come faccio a capire cosa va nell’umido, per esempio? Iniziamo dal principio: la chiave per capire la differenza tra compostabile e biodegradabile sta principalmente nei tempi di smaltimento.

Compostabile o biodegradabile: tempi e modi di decomposizione

La normativa europea stabilisce che un materiale compostabile deve decomporsi almeno per il 90% entro tre mesi, quello biodegradabile entro 6 mesi.

Non solo: il compostabile, alla fine del processo industriale di smaltimento, deve potersi trasformare in compost, un concime naturale.

Il materiale biodegradabile, invece, si definisce tale nella misura in cui viene degradato da agenti fisici naturali in acqua, anidride carbonica o metano. Senza trasformarsi necessariamente in compost.

In altre parole, un materiale compostabile è anche biodegradabile, mentre un materiale biodegradabile non è anche compostabile.

Un modo semplice per capire come gestire in modo corretto la raccolta differenziata è conoscere i materiali ecologici più importanti.

Bioplastica: cos’è?

È facile scambiarla per plastica: stessa consistenza, medesima trasparenza, identica resistenza. In realtà, plastica e bioplastica condividono solo parte del nome: la prima è derivata dal petrolio, la seconda da polimeri di origine vegetale, come amido di mais, manioca, canna da zucchero e barbabietola da zucchero. Tutte le tipologie di bioplastiche sono realizzate con materie prime rinnovabili e possono essere sia compostabili che biodegradabili. I vantaggi dell’uso delle bioplastiche sono molteplici: per l’ambiente, perché viene biodegradata in meno di 12 settimane, e per la nostra salute. Il motivo? Rispetto ai materiali plastici tradizionali, le bioplastiche emettono meno gas tossici come il metano.

PLA: bioplastica compostabile

Un esempio è la PLA, una bioplastica compostabile che in fase di incenerimento nelle discariche produce più calore di legno, giornali e scarti alimentari, non produce gas volatili e lascia pochi residui.

Come capire dove smaltire la PLA?

Per essere smaltita nella raccolta dell’umido e diventare compost, la bioplastica deve riportare la dicitura “compostabile” o avere uno dei simboli dedicati (come ok compost) secondo la normativa vigente.

Carta, cartoncino e legno

La carta (insieme a cartoncino e legno) è il materiale per eccellenza di origine vegetale, il cui smaltimento segue regole differenti in base al comune di residenza. In generale viene smaltita nell’apposita raccolta, ma ci sono casi in cui, se sporca, può essere conferita nel sacchetto dell’umido (che si tratti di cartoni della pizza o fazzoletti sporchi). Gli imballaggi di carta e il cartoncino puliti vanno invece conferiti nella raccolta della carta. Gli imballaggi misti di carta e bioplastica possono essere smaltiti nell’umido, a patto di riportare uno dei simboli “compostabile”.

Bagassa: cos’è?

La bagassa è un materiale proveniente dalla macinazione e dalla spremitura della canna da zucchero. Gli scarti della lavorazione che compongono questo materiale biodegradabile e compostabile sono la parte fibrosa e la scorza della canna. È spesso utilizzato come sostituto del polistirolo e le caratteristiche tecniche lo rendono un materiale ideale per le stoviglie ecologiche: può essere utilizzato nel microonde e nel freezer.

Il food packaging come vuoi tu: la storia di Doppio Malto

Chiamarlo birrificio sarebbe riduttivo, parlare di food franchising troppo banale: Doppio Malto è soprattutto una promessa. Quella di mettere al centro la birra artigianale, come suggerisce il nome, ma anche prodotti di qualità, la convivialità come cultura del mangiare bene, l’accoglienza. Nei ristoranti Doppio Malto si respira l’atmosfera vivace dei pub, l’aria festosa dei live club, l’intimità di una cena a due. Sono la location ideale per dedicarsi al relax e al tempo libero, ai meeting aziendali, agli aperitivi dopo il lavoro, alle cene in famiglia.

Uno dei punti di forza di Doppio Malto è il packaging personalizzato, che rispecchia l’ironia e l’estetica del marchio: scatole in cartone, sacchetti d’asporto e bicchieri customizzati con il claim “fragile, mangiare con cura”. Una scelta che ha a che fare con il core business dell’azienda, come ci ha raccontato il marketing team di Doppio Malto:

Il packaging è il brand e il nostro è un brand moderno, industriale nei colori e nelle ambientazioni e poi infinitamente ironico e capace di raccontarsi in ogni dettaglio. Si tratti di un dettaglio del locale (le scritte sui muri, le magliette dello staff) o del packaging da asporto, che paradossalmente ha la grande responsabilità di portare fuori il brand, farlo entrare nelle case dei clienti. I materiali sono tutti naturali e con colori neutri, come l’havana. Il cibo è il protagonista e l’obiettivo primario era avere un materiale versatile e sicuro.

Food packaging personalizzato, perché funziona

La personalizzazione del packaging può essere fatta in molti modi: etichette adesive, fascette colorate, stampe di loghi e scritte direttamente sui prodotti. Ogni nostro cliente può scegliere il formato e la combinazione che meglio si addice al proprio food packaging. L’importante è essere riconoscibili agli occhi del cliente, che saprà distinguere immediatamente un prodotto personalizzato da un’anonima doggy bag. Come ci insegnano anni di pubblicità e marketing tutti subiamo, in misura diversa, la fascinazione per i marchi: un food packaging esteticamente accattivante non farà altro che far girare ancora di più il brand e creare attenzione su di esso. Con Doppio Malto funziona esattamente così:

La richiesta di cibo da asporto è in aumento costante, tanto nei locali aperti come stand alone in città, quanto in location particolari come centri commerciali e retail park. La doggy bag è assolutamente incoraggiata in tutti i Doppio Malto, anche se il cibo che rimane nel piatto è davvero poco!

Nel caso di Doppio Malto, nostro cliente da diversi anni, la personalizzazione e la riconoscibilità del food packaging è ancora più importante. Il motivo? La diffusione sempre più in crescita del marchio:

Doppio Malto è arrivato ad avere sedici punti vendita in Italia in tre anni. Una crescita importante per un format come il nostro, in cui ogni punto vendita ha una dimensione di 400 metri quadrati in media. Ci serviva un fornitore in grado di sostenere i nostri ritmi, oltre che di garantire la massima qualità. Lo abbiamo trovato in Cartaria.

In altre parole, il consiglio che ci sentiamo di dare in generale a tutti i nostri clienti (anche potenziali) è: più si personalizza il proprio food packaging, maggiori probabilità di successo avrà il marchio. Ce lo insegna la storia di Doppio Malto, ma anche la nostra: il marchio di Cartaria Italiana, a cui siamo profondamente legati, lo mettiamo ovunque, anche a costo di sembrare dei fanatici. Del resto, se non ci crediamo noi per primi, come potrà crederci il cliente?

Comunicare con il food packaging ecologico 🌍

Scegliere il food packaging ecologico è un’ottima idea perché pensare al futuro e salvaguardare il pianeta in cui vivremo e vivranno le generazioni future è un’ottima idea.

Ma allora, perché non dirlo a tutti, una volta che hai fatto la scelta giusta?

Il food packaging, infatti, è anche un canale di comunicazione. Non soltanto perché puoi personalizzarlo con il tuo brand, ma anche perché il tipo di imballaggio che scegli racconta molto di te.

Ecco perché abbiamo preparato un kit per i nostri clienti che li aiuti a comunicare la scelta green che hanno fatto.

C’è l’hashtag #noisiamogreen, che è quello che, pian piano, usiamo nella nostra comunicazione social. C’è una vetrofania. Ci sono un cavaliere e un poster da mettere nel tuo locale, nel tuo bar o ristorante, dove vuoi. Per dire a tutti i tuoi clienti che hai fatto la scelta giusta.

Un mondo di motivi per regalare un albero a Natale

Proteggono l’ambiente, catturano CO2 e con i loro frutti favoriscono lo sviluppo economico e la sicurezza alimentare. Gli alberi assomigliano a dei super eroi con poteri salvifici, ma ben piantati a terra grazie alle radici. Regalare un albero a Natale non è un vezzo, come può esserlo regalare una stella: è un gesto concreto, che influisce in modo virtuoso sull’ecosistema globale, messo a dura prova dal cambiamento climatico. Quest’anno per Natale abbiamo scelto di regalare come azienda, a clienti e fornitori, 30 alberi con Treedom, una piattaforma web che permette di piantare a distanza un albero e seguirlo online.

Sei curioso di sapere come si fa a regalare un albero? Basta scegliere la pianta che più ti piace, aspettare che il contadino in loco lo pianti e attendere che sia fotografato, geolocalizzato e inserito nella pagina web dedicata. Il regalo non si esaurisce qui: puoi seguire i primi momenti della sua vita e accompagnarlo fino al trapianto, conoscere le sue caratteristiche e il suo significato, personalizzarlo con il tuo messaggio e, se vuoi, regalarlo a una persona speciale.

Perché regalare un albero può migliorare la vita?

Intanto perché è un regalo utile, quasi necessario: crescendo l’albero assorbirà CO2 dall’atomosfera per produrre ossigeno, migliorando così l’aria che respiriamo. Sì, anche se gli alberi vengono piantati in Africa contribuiscono a migliorare l’aria che si respira a Milano. Mai sentito parlare dell’effetto farfalla? È quel fenomeno che sta alla base della Teoria del Caos secondo cui una piccola variazione nelle condizioni iniziali può produrre grandi variazioni all’interno di un sistema. In altre parole, sia nel bene che nel male, tutto ciò che facciamo su piccola o grande scala ha degli effetti che si ripercuotono a livello globale. È il motivo per cui per ogni albero piantato nel mondo c’è meno CO2 nell’aria. Anche di Milano.

Il bello di regalare un albero

La bellezza delle piante non è solo estetica: ognuna di loro ha un significato nascosto, proprietà differenti, un’utilità specifica per le popolazioni dei paesi in cui quell’albero nasce e cresce. Pensate alla tefrosia: è una pianta floreale di piccole dimensioni, originaria dell’Africa tropicale, non particolarmente scenografica o maestosa. I suoi fiori sono viola, a volte arancioni, piccoli e con pochi petali. Un albero quasi anonimo, a dirla tutta. Eppure è preziosissimo per l’ecosistema, perché è un insetticida naturale, riduce l’erosione del suolo grazie all’esteso apparato radicale e ne migliora la qualità, grazie alle sue proprietà azoto fissatrici. La tefrosia è una pianta resiliente: riesce a crescere in territori molto ostili e secchi e a proteggere l’ambiente in cui vive.

Un’altra pianta dalle virtù nascoste che si può regalare tramite Treedom è il Pino di Felce Africano, molto simile alla nostra felce. Ricco di lunghe foglie verdi (con variazioni di grigio e rosso), è una conifera imponente, molto particolare e affascinante. Un gigante buono, che protegge dal vento le giovani piante, riduce l’evaporazione dell’acqua dal suolo e viene utilizzato nella medicina tradizionale locale. Come la tefrosia, migliora la qualità del suolo e ne diminuisce l’erosione: una qualità utile sui terreni di qualunque latitudine.

Altri alberi che si possono regalare tramite Treedom sono il cacao, la grevillea, il pero d’acqua, il banano, il tree tomato. Singoli o in pacchetti family, christmas e dedicato agli animali. Perché #noisiamogreen non rimanga solo un hashtag.

Food packaging e street food, un amore senza confini

Lontani per distanza geografica e per cultura gastronomica: sono quasi agli antipodi, Francia e Giappone, eppure non sono mai stati così vicini. A Milano sono addirittura sullo stesso marciapiede: in via Savona al civico 15 c’è Maidò, un angolo di autentico Giappone in città, e al civico numero 13 si trova Amuse Bouche, servizio di catering che racchiude il suo concept in mini francesini da 30 grammi. In entrambi i locali, dei veri e propri gioielli di creatività e gusto, troverete il food packaging firmato Cartaria Italiana. A parlarcene è Costanza Zanolini, nostra cliente e una delle ideatrici del progetto (tutto al femminile), che nasce nel 2012 con un altro angolo di paradiso culinario: Hambistro, ora in gestione a terzi ma che fa parte del più ampio food concept #seguilabocca.

Iniziamo da Maidò, un piccolo locale che porta in Italia l’esperienza dell’Okonomiyaky, il più popolare piatto street food di Osaka, la seconda città più grande del Giappone. Se sei nato tra gli anni ’70 e ’80 vedrai finalmente esaudito uno dei tuoi desideri reconditi dell’infanzia: mangiare le mitiche polpette che Marrabbio cucinava ad Andrea e Giuliano in Kiss Me Licia. Ed è proprio lui, baffetti da sparviero e foulard bianco in testa, a campeggiare sulle pareti di Maidò.

Quella di Maidò è una cucina semplice – come ogni street food che si rispetti – e ricca di scoperte: gli ingredienti sono sani e scelti con cura. Il piatto principale, l’Okonomiyaki, significa letteralmente “ciò che ti piace, alla piastra”. È una frittella salata e cotta sul teppan, composta da una base di cavolo, farina e uova, a cui vengono aggiunti carne, formaggi o pesce, a seconda dei gusti. Quando la piastra smette di sfrigolare e l’Okonomiyaki è pronto, viene guarnito con la salsa okonomi, una specide di maionese giapponese.

Per i neofiti della tradizione gastronomica giapponese le scelte di Maidò spaziano dalle insalate nelle classiche bowl fino agli Onigiri ripieni; per gli esperti e cultori del Giappone non possono mancare Yakisoba e Yakiudon e una scelta di Otsunami classici e Okashi (dolci). Usare le bacchette (anche queste by Cartaria Italiana) vi sembrerà un gioco da ragazzi rispetto alla scelta di cosa ordinare.

Food packaging per catering ed eventi: voilà Amuse Bouche

Da Osaka a Parigi, il passo è breve: il tempo di arrivare al numero civico successivo, e ti sembrerà di passeggiare tra i boulevards parisiens. Catering, eventi, feste private, business lunch, coffe break o semplicemente una cena diversa: per provare i mini francesini di Amuse Bouche basta andare sul sito e ordinare online. L’opzione Box Amuse, che include una serie di degustazione di diversi panini, ti darà modo di assaggiare di tutto un po’ e provare capienza e resistenza dei food box di Cartaria Italiana. Di Amuse Bouche ti piacerà soprattutto la cura sartoriale con cui si occupano dei catering aziendali: un servizio B2B che include inoltre una serie di mini insalate e dolci mignon dai nomi ironici e invitanti.

Ma il pezzo forte dei mini panini di Amuse Bouche sono gli ingredienti (il pane è realizzato con lievito madre e farine integrali e le materie prime sono scelte con cura), gli abbinamenti (azzardati e perfetti) e il food packaging (in cartoncino riciclato e personalizzato). Tutto è curato nei minimi dettagli affinché un catering aziendale diventi un’esperienza di gusto e un viaggio senza tempo. Possibilmente dal Giappone alla Francia, andata e ritorno.

tazze cartone compostabili

Una tazza ecologica di arte, grazie!


Compra subito le tazze d’arte sul nostro e-commerce

Immagina di portare con te l’arte. Di averla in mano la mattina quando esci per andare al lavoro, di sorseggiarla e appoggiarla sulla tua scrivania a memoria di quanta bellezza ci sia in quello che ti circonda. Immagina di cambiare visione ogni mattina e di osservare il mondo con gli occhi di un artista. Questa è l’essenza del nuovo progetto di Duni: BioCup Art Series, la linea di tazze ecologiche create da artisti di differenti nazionalità.

Tazza art series 120ml

Le misure delle BioCup Art sono tre: small, medium e large; gli artisti che le hanno decorate sono dieci.

Hanno immaginato un’arte legata indissolubilmente con la natura. Un’arte ispirata alle piante e agli animali del nostro Pianeta, al rapporto tra l’uomo e la natura, un’arte che fa riflettere su quale impatto abbiamo sull’ambiente.

Le tazze Duni ci ricordano anche quanto sia complicato e difficile il rapporto tra uomo e natura.

Tazze ecologiche compostabili

Come la tazza dell’artista neozelandese Ben Reid, che indaga su lato selvaggio della sua terra e nei suoi lavori richiama simboli come trofei di caccia, predatori esotici, gatti guardiani del faro e uccelli in via di estinzione.

Reid unisce una miriade di riferimenti che attirano l’attenzione sulla complessità del rapporto con il mondo naturale. Riconosce che non esistono soluzioni facili quando si parla di temi ambientali, eppure crede fermamente nel potere redentore della natura sull’uomo.

L’arte di Candice Soon, invece, richiama il legame ancestrale che abbiamo con la natura, fatto spesso di gesti ormai dimenticati: camminare a piedi nudi sull’erba, respirare a pieni polmoni in un bosco, raccogliere piante e frutti spontanei.

Come artista, il mio obiettivo è quello di far apparire straordinario l’ordinario, soprattutto perché siamo tutti più preoccupati del mondo dei social media e della tecnologia. Ritornando alla natura e apprezzando la sua bellezza in tutte le forme, spero che possiamo unirci per creare un mondo attento all’ambiente da non dare per scontato.

I lavori dell’artista australiana Deb celebrano i colori, la gioia di vivere, i dettagli semplici, gli animali. Per la nuova linea di Duni ha disegnato una topolina in bicicletta felice di pedalare all’aria aperta tra i suoi fiori: la tazza perfetta per i bambini. Meredith Gain, sempre dagli spazi immensi dell’Australia, ha creato una tazza che richiama il blu intenso dei oceani e del cielo. Ogni artista affronta con la sua sensibilità le diverse sfaccettature del tema ambientale: inquinamento, necessità di seguire i tempi della natura, di riprendere il contatto con il verde che ci circonda. Del resto, lo scopo dell’arte è proprio questo: far vivere la bellezza nel quotidiano e proteggere quanto di più caro abbiamo.

Per avere maggiori info sulla linea completa delle BioCup Art contattaci!

Puoi anche comprarle subito sul nostro e-commerce.

Start, per iniziare col piede giusto

Adesso mollo tutto e apro un chiringuito”.

Quante volte abbiamo sentito – o ci siamo detti – questa frase? Decine, forse centinaia di volte. Marianna e Daniele hanno fatto di questo sogno condiviso una missione: aiutarti ad avviare un’impresa nella ristorazione è il loro mestiere. Vent’anni di esperienza come chef e consulente lei, studi economici e un passato da commerciale nel food&beverage lui: sono la coppia perfetta per chi decide di aprire dal nulla un ristorante (o un bistrot, una caffetteria, un take away).

Start non è solo il nome dalla loro azienda di consulenza, è soprattutto un’esortazione e un buon auspicio per chiunque voglia imbarcarsi in una nuova avventura in questo settore.

Perché, va detto, non ci si può improvvisare chef, e nemmeno baristi o camerieri.

In un settore così competitivo come quello della ristorazione in Italia è necessario sviluppare le giuste competenze, avere una visione d’impresa lungimirante, puntare sui dettagli e scegliere i giusti partner.

Avere il giusto supporto di professionisti del settore è la spinta necessaria per iniziare col piede giusto. Ed è qui che entrano in gioco Marianna e Daniele.

Come aprire un ristorante (con Start)?

Cosa fa Start?

Semplice: aiuta a individuare il locale, a selezionare il personale, creare il menu.

Offre un servizio completo, accurato e personalizzato per partire da zero con un’impresa di ristorazione: parte dal concept e dal branding, interviene nell’organizzazione della cucina, si occupa delle procedure, della formazione e segue i processi ad attività già avviata.

La professionalità di Start non si limita a questo: sceglie i fornitori migliori sul mercato, garantendo un servizio ottimale per le nuove imprese che seguono.

È proprio così che abbiamo conosciuto Marianna e Daniele: lavorando insieme.

Si sono affidati a noi per la scelta del food packaging e, nel tempo, la nostra collaborazione si è consolidata. Daniele parla così del lavoro che facciamo insieme.

«Abbiamo i nostri fornitori preferiti, ma l’interesse del cliente viene prima di tutto. Cerchiamo di soddisfare ogni richiesta, il che significa una ricerca accurata di prodotti: per questo ci affidiamo a diversi fornitori.

Di Cartaria possiamo dire con certezza che la loro serietà e la qualità che offrono sono difficilmente eguagliabili».

La trasparenza nei confronti dei loro clienti, l’idea di mettere il cliente al centro di tutto solo le cose che amiamo di più di Start. E che ci accomunano.

Il packaging eco può davvero cambiare il mondo?

Bicchieri asporto PLA trasparente dimensioni diverse 1
Bicchieri per asporto in PLA trasparente dimensioni diverse

Come ogni domanda che riguarda un tema complesso, la risposta non può che essere sfaccettata. Il packaging eco non potrà mai, da solo, cambiare il mondo, ma è essenziale per innescare quel cambiamento ecologico che tanto ci si auspica negli ultimi tempi. Il primo motivo a supporto di questa tesi è semplice: utilizzando i contenitori biodegradabili o in cartoncino si evita di abusare della plastica. Che non è il male del secolo, ma una delle cause dell’attuale allarme ambientale. Troppa plastica nei mari e negli oceani, troppa plastica dispersa nell’ambiente, troppa plastica in generale.

Il lato oscuro di questo polimero che ha cambiato le abitudini e le catene di produzione e distribuzione nel mondo – soprattutto in meglio, non c’è dubbio – è la sua durata di vita. La plastica impiega centinaia di anni prima di scomparire dalla faccia del Pianeta. La sovraproduzione degli ultimi decenni di materiali plastici ha fatto sì che se anche la plastica viene smaltita correttamente nella raccolta differenziata, finisce per disperdersi comunque nell’ambiente. Il punto è che se ne produce troppa rispetto ai tempi di smaltimento. E se in molti settori (due su tutti: quello alimentare e quello sanitario) è necessaria e garante di elevati standard igienici, nell’uso quotidiano se ne fa un uso eccessivo. A dirla tutta, molte volte superfluo.

Food packaging, le alternative possibili

Piatto fondina tonda polpa bianca 1
Piatto fondo in polpa di cellulosa colore bianco

Nello specifico, basta pensare al food delivery e relativo packaging: un utilizzo mordi e fuggi con un ciclo di vita di poche ore, se non di pochi minuti. Il tempo di consumare il pranzo d’asporto, lo smoothie preferito o il fritto dello street food del quartiere e in poco tempo il packaging viene gettato nel cestino. Del resto, del food packaging non si può fare a meno. Per lo meno, non nel 2019. Come risolvere quindi l’annosa questione del surplus di rifiuti di plastica? Una soluzione potrebbe essere il packaging ecocompatibile: contenitori in bioplastica, mater bi, bagassa, cartoncino. Giusto per citare alcuni dei materiali alternativi. Evitare la plastica si può, almeno dove è possibile.

Sebbene noi di Cartaria Italiana crediamo fermamente nei benefici del packaging ecologico, non è la nostra unica scelta. I motivi sono essenzialmente due: il primo è che riteniamo giusto dare ai nostri clienti delle alternative. Scegliere il prodotto ideale non è sempre semplice. Se hai letto le storie di Nanie e Bowl!, saprai che la ricerca dell’articolo adatto alle proprie esigenze necessita di uno studio accurato. Spesso la nostra ricerca va oltre agli articoli presenti nel catalogo. C’è poi un altro fattore, essenziale per capire le implicazioni di una visione ecologica a 360 gradi. Come scrive Daniel Goleman in Intelligenza Ecologica,

“nessun oggetto di produzione industriale può essere totalmente verde [..] ogni processo manifatturiero ha, da qualche parte, impatti negativi sul sitema ambientale. Il termine ecocompatibile non dovrebbe mai essere utilizzato. Qualunque oggetto fabbricato è solo relativamente ecocompatibile”.

Il che la dice lunga su quale impatto l’essere umano ha sul Pianeta. La soluzione più lungimirante per l’uomo e rispettosa dell’ambiente sarebbe quella di non produrre e consumare nulla in più rispetto a ciò che ci dà madre natura. Una visione piuttosto utopica. Eppure, da qualche parte bisogna iniziare.